Dal disegno su carta all’argilla polimerica: come nascono i miei ciondoli dipinti a mano, tra illustrazione e gioielli artigianali.
Ci sono momenti in cui le mie due passioni si incontrano naturalmente.
Il disegno, che vive nelle mie illustrazioni di A drop of color, e la creazione di gioielli in argilla polimerica di Mora e Rossa Creations.
Nei miei disegni tornano spesso gli stessi piccoli protagonisti: fiori, insetti, frutti, animali delicati che abitano un mondo leggero e colorato.
Questa volta ho voluto fare qualcosa di diverso: non solo modellare queste forme, ma disegnarle direttamente sui gioielli.
Così sono nati questi ciondoli: piccole superfici bianche che diventano minuscole illustrazioni da indossare.
I ciondoli dipinti a mano in argilla polimerica sono oggetti semplici e allegri, pensati per essere portati con leggerezza… ma dietro ognuno di loro c’è un processo fatto di pazienza, precisione e tanti piccoli gesti.

Preparare la base
Tutto inizia con l’argilla polimerica.
Prima di poterla modellare, deve essere condizionata, lavorata con le mani finché diventa morbida e uniforme.
Solo allora posso stenderla e ritagliare le forme: ovali, cerchi, piccoli quadrati dai bordi morbidi.
Sono superfici minuscole, ma è proprio su questi piccoli spazi che nascerà il disegno.
Una volta pronte, le forme vengono cotte in forno, così che l’argilla si indurisca e diventi resistente.

Levigare e preparare la “tela”
Dopo la cottura arriva una fase meno visibile, ma molto importante: la levigatura.
Ogni pezzo viene carteggiato con cura finché la superficie diventa liscia e piacevole al tatto.
Solo quando la base è perfettamente levigata può trasformarsi nella mia piccola tela.
Disegnare in miniatura
A questo punto arriva il momento che amo di più.
Con una matita abbozzo i tratti principali del disegno per valutare posizione e lo spazio che occuperà il soggetto, poi, con penna fine liner adatta alle superfici non porose, disegno i soggetti uno per uno: fragole, fiori, coccinelle, api, piccole galline. Questi sono soggetti generici a tema natura , ma si può anche scegliere un tema preciso, come ho fatto, ad esempio, cercando di replicare i protagonisti dei film animati dello Studio Ghibli e di Hayaho Miyazaki di cui sono grande fan.
Non esistono due ciondoli identici.
Ogni disegno nasce lentamente, proprio come accade quando lavoro sulle mie illustrazioni su carta.

Nota sulla penna fineliner
In casa ho tantissime penne fineliner di marche diverse, con colori e spessori vari. Prima di utilizzarle su questi ciondoli le ho testate… e con mio grande stupore, la maggior parte non ha superato la prova della resina UV.
Come vedremo, i ciondoli vengono protetti con un sottile strato di resina UV, ma questa tende a sciogliere l’inchiostro, rovinando il tratto e compromettendo il disegno.
Ho quindi dovuto accantonare diverse penne che utilizzo spesso, come le Pigma Micron, le Tombow Calligraphy Pen, gli Sharpie Permanent Marker, le Stabilo Write-4-All e le Staedtler Lumocolor.
Alla fine, un po’ per fortuna, ho scoperto che le fineliner color seppia (ma disponibili anche in nero) di Winsor & Newton funzionano perfettamente su questo tipo di superficie e resistono alla resina.
Sono disponibili in punte molto sottili — 0.1, 0.3 e 0.5 — ideali per realizzare dettagli precisi anche in spazi davvero minuscoli.

Colori e dettagli
Una volta tracciato il disegno, passo al colore.
Uso colori acrilici e pennelli per miniature, che mi permettono di lavorare anche sui dettagli più piccoli: una foglia, un petalo, i puntini su una coccinella.
È un lavoro delicato, fatto di gesti minuscoli e molta pazienza.

La luce della resina
Quando il colore è asciutto, proteggo il disegno con uno strato di resina UV.
La resina viene poi polimerizzata con una lampada specifica, che la rende lucida e resistente, creando una superficie brillante che fa risaltare i colori.
La resina UV polimerizza anche se esposta al sole. Non ho ancora provato sfruttando i raggi ultravioletti naturali, ma ora che iniziano le belle giornate è un modo alternativo se non si vuole lavorare al chiuso o se non si dispone di lampada UV.

Anche il retro racconta qualcosa
Non mi piace lasciare il retro completamente vuoto.
Per questo sul lato opposto realizzo un disegno minimal, spesso solo lineart: un piccolo fiore, un cuore, un segno leggero.
Anche questo lato viene poi ricoperto con resina UV e polimerizzato.
In questo modo il ciondolo è curato da entrambi i lati.

Gli ultimi passaggi
A questo punto i pezzi sono pronti per diventare gioielli.
Li foro con un piccolo trapanino, oppure avvito dei minuscoli occhielli per poterli collegare alla minuteria.
Poi arriva l’assemblaggio: un momento creativo quanto il disegno stesso.
Abbino i vari elementi per creare collane, bracciali o orecchini, cercando sempre un equilibrio tra forme, colori e soggetti.

Leggeri da indossare, pieni di cura
Quando si guardano finiti, questi ciondoli appaiono semplici, allegri, quasi giocosi.
Sono pensati per essere indossati con leggerezza, come un piccolo dettaglio colorato nella quotidianità.
Ma dentro ognuno di loro c’è una piccola storia fatta di tempo, gesti precisi e tanta passione.
Sono, in fondo, proprio questo:
piccole illustrazioni da indossare.


Se vuoi scoprire meglio come lavoro l’argilla polimerica, ne parlo più nel dettaglio in questi articoli…


